Le nuove prestazioni occasionali

La Legge 21 giugno 2017 introduce all’articolo 54-bis una nuova fattispecie contrattuale – le “prestazioni occasionali” che di fatto rappresentano la fattispecie individuata per sostituire il lavoro accessorio abrogato e tornare a fornire uno strumento disciplinato per tutte quelle prestazioni lavorative difficilmente inquadrabili con un’altra tipologia contrattuale.

La nuova disciplina ha distinto due tipologie di prestazioni occasionali, una per le imprese (Contratto di Prestazione Occasionale) e una per le famiglie (Libretto di Famiglia).

Entrambe le tipologie possono essere utilizzate solamente nel rispetto dei seguenti limiti economici ed orari, tutti riferiti all’anno civile (1 gennaio – 31 dicembre) di svolgimento della prestazione lavorativa:

  1. a) per ciascun prestatore, a compensi di importo complessivamente non superiore a 000 euro, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
  2. b) per ciascun utilizzatore, a compensi di importo complessivamente non superiore a 000 euro, con riferimento alla totalità dei prestatori;
  3. c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro;
  4. d) tali limiti sono leggermente più ampi per alcune categorie di lavoratori: giovani studenti con meno di venticinque anni di età, pensionati, disoccupati, cassaintegrati;
  5. e) nel rispetto di un limite di durata di prestazione di 280 ore nell’arco dell’anno civile;
  6. f) non è possibile inoltre fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionali da parte di lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata o lo abbia avuto entro i sei mesi precedenti.

 

contratti di prestazioni occasionali

Il ricorso alle prestazioni occasionali è limitato a determinate tipologie di soggetti nonché per determinate tipologie di attività lavorativa; possono infatti farvi ricorso:

  • le imprese e i professionisti che hanno alle loro dipendenze fino a 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato (fatti salvi i settori esclusi);
  • le imprese agricole, solo nel caso in cui i prestatori siano pensionati (titolari di pensione di vecchiaia o invalidità), giovani con meno di 25 anni (se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi), disoccupati (art.19 del DLgs 15/2015), percettori di prestazioni integrative di salario o di sostegno al reddito;
  • le amministrazioni pubbliche.

 

È invece espressamente vietato il ricorso alle prestazioni occasionali da parte:

  • di soggetti che abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa;
  • delle imprese e dei professionisti che hanno alle loro dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • delle imprese agricole qualora i prestatori non siano quelli sopra indicati;
  • delle imprese dell’edilizia e dei settori affini;
  • delle imprese nell’ambito di appalti di opere o di beni.

 

compenso previsto

La retribuzione netta minima prevista per ogni ora lavorata è di euro 9,00, con un minimo retribuito di 4 ore anche se effettivamente non lavorate.

Il costo per l’utilizzatore, da aggiungere ai 9,00 euro, è composto da:

– 33% di contribuzione gestione separata Inps (2,97 euro)

– 3,5% premio Inail (0,32 euro)

– 1% di costi di gestione

Per un totale di costo orario minimo per l’utilizzatore di euro 12,41.

 

libretto di famiglia

Il Libretto di Famiglia (LF) è il nuovo strumento destinato alle sole persone fisiche, non nell’esercizio di impresa o di attività professionale, per far svolgere al prestatore

  • piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • di assistenza domiciliare (assistenza bambini, anziani, ammalati o disabili);
  • insegnamento privato supplementare.

 

compenso previsto

Il Libretto Famiglia è composto da titoli di pagamento il cui valore nominale è di               euro 10,00, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore ad un’ora. Il valore nominale di 10 euro è così suddiviso:

– € 8,00 per il compenso a favore del prestatore;

– € 1,65 per la contribuzione IVS alla Gestione separata INPS;

– € 0,25 per il premio assicurativo INAIL;

– € 0,10 per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore.

 

 

aspetti fiscali e normativi

I compensi erogati per le prestazioni occasionali sono esenti da qualsiasi imposizione fiscale, non incidono sulla stato di disoccupazione eventuale del prestatore e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno.

 

Inoltre tutti i prestatori, sia per il CPO che per il LF, hanno diritto:

  • all’assicurazione di invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con l’iscrizione alla Gestione Separata Inps;
  • al riposo giornaliero, alle pause e ai permessi settimanali;
  • al rispetto delle norme sulla sicurezza sul luogo di lavoro – DLgs 81/2008.

 

 

sanzioni

Si segnala infine che la nuova disciplina delle prestazioni occasionali prevede anche alcune sanzioni correlate a diversi illeciti che possono essere commessi ricorrendo a tale fattispecie.

  • Utilizzo oltre i limiti: il superamento del limite di compensi erogabili dal singolo utilizzatore allo stesso prestatore (2.500 euro per anno civile), ovvero del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, comporta la trasformazione del rapporto occasionale in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato;
  • Violazione degli obblighi di comunicazione: qualora gli utilizzatori diversi dalle persone fisiche violino gli obblighi di invio della comunicazione preventiva, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a 2.500 per ogni violazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione;
  • Violazione di altri limiti della norma: la sanzione amministrativa pecuniaria trova applicazione anche nel caso in qualora il ricorso alle prestazioni occasionali avvenga da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato; da parte delle imprese agricole, qualora i prestatori non siano quelli indicati dalla norma da parte delle imprese dell’edilizia e dei settori affini nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

 

Specificando che si rimane in attesa di ulteriori circolari esplicative ed operative dagli enti preposti, Lo Studio rimane a disposizione.

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